Tumore batterico
Agrobacterium tumefaciens
L'agente causale delle galle è l'Agrobacterium tumefaciens.
Esso è un batterio appartenente alla famiglia delle Rhizobiaceae, Gram negativo, a forma di bastoncello.
Le sue colonie in terreni di coltura generici sono bianche, convesse, circolari, brillanti e translucide.
Esistono tre biovar del patogeno differenziati sulla base di test colturali in laboratorio: il biovar 3 è quello predominante sulla vite.
Esistono dei terreni colturali selettivi per l'isolamento di A.tumefaciens. Poiché sono presenti anche dei ceppi non tumorigeni in grado di colonizzare i tessuti della pianta, è sempre necessario ricorrere ad un test di patogenicità a conferma della presenza del ceppo patogeno. Per questi test si usano piante indicatrici come pomodoro o girasole.
Il tumore batterico può colpire oltre 600 specie vegetali. Le prime segnalazioni risalgono alla metà del diciannovesimo secolo. Il problema, diffuso in tutto il mondo, è più pericoloso nelle zone dove si assiste spesso a lesioni al fusto causate dal gelo.
Il sintomo più evidente è dato dalla comparsa di galle che vengono prodotte in risposta all'infezione.
Le galle sono costituite da tessuto floematico primario e secondario disorganizzato, da cellule parenchimatiche dalla forma irregolare e vasi xilematici disorganizzati. Sulla vite le galle si trovano principalmente nella parte bassa del tronco, vicino alla linea del suolo. Le galle sulle radici laterali non sono molto comuni. Una galla può svilupparsi velocemente e avvolgere l'intero fusto di una giovane vite anche in un unica stagione.
Numerosi piccoli tumori si possono anche formare lungo tutto il tronco.
Le viti colpite producono germogli con crescita ridotta e la porzione di pianta al di sopra della galla può anche morire. La dimensione e la numerosità delle galle dipendono dall'estensione della ferita, dal vitigno e dal ceppo di patogeno.
Le galle compaiono di solito ad inizio estate e sono costituite da un callo morbido e bianco che si sviluppa vicino alle ferite. Le galle virano poi verso il marrone con il passare del tempo e durante l'autunno appaiono secche e dure. Dopo uno o due anni la galla può sfaldarsi.
A volte le galle compaiono numerose nella zona d'innesto. In questo caso, poiché è difficile distinguere la galla di origine batterica da un'abnorme produzione fisiologica di callo, è necessario effettuare un isolamento del patogeno.
Generalmente il batterio entra nella pianta attraverso le ferite. Il batterio si rinviene nel terreno, anche se, a concentrazioni apprezzabili, solo vicino alle piante infette. Oltre al terreno un'altra fonte d'inoculo è costituita da materiale di propagazione infetto.
L'inoculo sopravvive nei vigneti nelle galle e nelle viti infette in modo sistemico. In quest'ultimo caso si avrebbe una fuoriuscita del patogeno durante la fase di pianto della vite.
Anche i residui radicali possono ospitare il batterio e in questo caso possono costituire la sorgente d'inoculo per i nuovi impianti.
La Lotta
Le galle batteriche vengono controllate ottimamente su molte piante utilizzando un trattamento biologico a base di Agrobacterium radiobacter ceppo K84, che produce un antibiotico che inibisce il patogeno. Sfortunatamente questo metodo non è applicabile contro il biovar 3 dell' A.tumefaciens che è quello che attacca la vite. Fondamentale risulta quindi l'utilizzo di materiale vivaistico sano, l'eliminazione delle piante infette e la prevenzione di ferite da gelo.



