Giallumi della vite
Flavescenza dorata e Legno nero
I sintomi sulla vite sono comunque gli stessi e solo sofisticati esami di laboratorio (esame del DNA) permettono di distinguere la flavescenza dorata dal legno nero.
In Trentino a partire dalla seconda metà degli anni '80 si erano riscontrati livelli preoccupanti di piante con sintomi di giallume rivelatosi sempre legno nero. Negli stessi anni si era inoltre segnalata la presenza massiccia in Valsugana dell'insetto responsabile della flavescenza dorata. Esemplari di Scaphoideus titanus sono stati ora ritrovati anche in Bassa Vallagarina e ciò provoca fondati timori circa la possibile diffusione di flavescenza dorata anche in queste zone.
SINTOMI
Sono riscontrabili già ad inizio estate, ma tendono ad accentuarsi gradualmente per essere del tutto evidenti a settembre-ottobre. Spesso i danni possono interessare uno o più tralci. Le viti americane non mostrano alcun sintomo.
Mentre la flavescenza dorata si manifesta su una vasta gamma di vitigni, il legno nero evidenzia sintomi soprattutto su Chardonnay e Pinot.
SULLE FOGLIE:
Le foglie sono ripiegate verso il basso, hanno consistenza cartacea ed assumono una colorazione gialla più o meno intensa su varietà a frutto bianco, oppure violacea-vinosa su varietà a frutto rosso (foto ).
Queste colorazioni possono interessare tutta la lamina o solo parte di essa, comprendendo anche le nervature. Il picciolo può rimanere attaccato al tralcio anche dopo la caduta della foglia.
SUI TRALCI:
Sui tralci colpiti la lignificazione appare scarsa ed irregolare (in alcuni casi completamente assente); sulla superficie dei tralci compaiono delle piccole pustole scure (foto ); durante l'inverno i tralci maturi tendono ad imbrunire e a seccare e ciò rende per fortuna poco efficace la trasmissione con il materiale vivaistico.
SUL GRAPPOLO:
I grappoli appassiscono velocemente e disseccano (foto ).
DIFFUSIONE
I fitoplasmi, responsabili della diffusione della malattia possono essere trasmessi da una pianta infetta ad una sana tramite insetti vettori, in particolare cicaline. L'insetto si nutre su una pianta infetta assorbendo il fitoplasma con la suzione di linfa elaborata. Dopo un periodo di incubazione nel corso del quale i fitoplasmi si insediano e si moltiplicano nelle ghiandole salivari, se gli insetti si nutrono su viti sane sono in grado di infettarle e mantengono questa capacità per tutta la vita. Il vettore della flavescenza dorata è il cicadellide Scaphoideus titanus, che sverna come uovo sotto il ritidoma della vite, ha cinque stadi larvali, una sola generazione all'anno e vive esclusivamente sulla vite. Per il legno nero, secondo ricerche effettuate in Germania e in Francia il vettore è lo Hyalesthes obsoletus, che a differenza dello Scaphoideus vive su numerosi generi di piante oltre alla vite.
Anche Hyalesthes è stato rinvenuto nella nostra provincia.
La diversa specializzazione dei due vettori può servire a spiegare il fatto che la flavescenza dorata presenta in genere un andamento epidemico grave, mentre la diffusione del legno nero è solitamente meno pericolosa: nel primo caso infatti l'insetto passa da una vite all'altra, mentre nel secondo il passaggio su altre piante può rallentare la diffusione della malattia.
La diffusione della malattia è possibile anche con l'utilizzo di materiale di preparazione infetto anche se in quantità ridotte, dato che i tralci colpiti durante l'inverno in genere muoiono. Va ricordato che non vi è possibilità di diffusione tramite utilizzo di forbici o altri strumenti di taglio.









