Minatrice fogliare della vite
Holocacista rivillei
Si tratta di un microlepidottero le cui larve scavano gallerie caratteristiche nel parenchima fogliare, ma con danni solitamente di poco conto, tali da non giustificare un intervento chimico.
Da alcuni anni è stata segnalata in Trentino (anche se a livello endemico) la presenza di vigneti colpiti da un lepidottero denominato Holocacista rivillei Stainton.
Come già detto, si tratta di un lepidottero di dimensioni piuttosto ridotte (apertura alare di 3,5-4 mm) fon ali frangiate di color nero lucente, presentanti quattro macchiette argentee. Poichè la farfallina è di piccole dimensioni risulta difficilmente identificabile con semplice controllo visuale del vigneto.
L'insetto è presente sopratutto nel bacino del Mediterraneo (Italia meridionale, Spagna, Malta) e nel Medio Oriente (Libano, Iran). In tali zone, caratterizzate da forte insolazione e clima caldo secco, il fitofago svolge tre o più generazioni all'anno, mentre negli ambienti settentrionali (Piemonte, Emilia, Trentino) non compie più di due generazioni. Va precisato che la diffusione nelle regioni settentrionali è in ogni caso molto limitata e localizzata.
Le femmine ovidepongono sulla pagina superiore delle foglie, inserendo le uova entro i tessuti fogliari (nervature e mesofillo). Le uova sono ovali, con diametro di 0,1 mm e di colore bianco. In primavera avanzata (all'incirca durante il mese di maggio) le larvette fuoriuscite dalle uova cominciano a nutrirsi all'interno dei tessuti fogliari, rispettando però le due epidermidi.
In un primo tempo la larva scava una galleria (mina) serpentiniforme, mentre in un secondo tempo la mina assume un aspetto a chiazza. in caso di forti infestazioni è possibile constatare la presenza di numerose mine per foglia.
Quando le larve hanno raggiunto la maturità (larva di quarta età), rivestono di uno strato di seta le due faccie interne della mina e ritagliano il fodero così ottenuto, con il quale si lasciano cadere verso il basso, raggiungendo la corteccia (ritidoma) o il terreno. In questo momento il vento può svolgere un ruolo rilevante nel trasporto di questti foderi (bozzoli) anche a notevole distanza. All'interno dei bozzoli le larve attuano lo svernamento, per incrisalidarsi poi in primavera. Va ricordato inoltre che le larve giovani sono di colore giallo-rossastro, mentre, quanto raggiungono la maturità, assumono una colorazione giallo paglierina ed inoltre sono più tozze e apode. Per quanto riguarda i bozzoli entro cui rimangono protette le larve (e successivamente le crtisalidi) si presentano con l'aspetto di un piccolo fodero ellittico simile ad un seme lungo circa 4 mm e di color bianco sporco.
Relativamente ai danni possiamo dire che essi sono difficilmente quantificabili, anche perchè la presenza dell'insetto nei nostri ambienti è molto limitata e saltuaria. In ogni caso ci sembra opportuno ricordare che la generazione più dannosa è quella estiva e quindi la maggior parte dei danni fogliari (mine e fori lasciati dal distacco del bozzolo) sono marcatamente evidenti dal mese di agosto in poi.

