Muffa Grigia

Botrytis cinerea (Pers.)

Questa ampelopatia è causata da un fungo polifago che si sviluppa a carico di numerose piante erbacee ed arboree tra cui la vite.
La malattia è diffusa in tutti i comprensori viticoli con i primi riferimenti scritti che risalgono alla fine del secolo scorso.
La botrite è un parassita aerobico polifago che può comunque sopravvivere saprofiticamente su i più vari substrati organici. Mentre la temperatura non costituisce un fattore limitante per lo sviluppo del fungo che può avvenire con diverse velocità tra i 5° C ed i 30° C (optimum 18-20° C), l'umidità relativa invece per assicurare la germinazione dei conidi deve essere molto elevata (>95%).
Le infezioni avvengono ad opera dei conidi che si fissano mediante un appressorio sulla superficie del vegetale, germinano producendo un promicelio da cui si dipartono le ife di penetrazione che normalmente penetrano nel vegetale attraverso ferite o lesioni presenti sulla sua superficie ma in alcuni casi possono anche attuare una penetrazioni attiva per lisi chimica.
Al termine del periodo d'incubazione la zona colpita si ricopre della caratteristica muffa grigia costituita dai conidiofori e conidi del fungo capaci di propagare la malattia.
La conservazione del fungo avviene normalmente ad opera del micelio diffuso sugli organi attaccati mentre molto meno diffusa la forma scleroziale del fungo.

La botrite attacca tutti gli organi verdi della pianta anche se la manifestazione più caratteristica e più dannosa è quella a carico dei grappoli durante la fase di maturazione.

La presenza latente del fungo nel vigneto è evidenziata molte volte dagli attacchi che si hanno a carico dei residui fiorali in annate particolarmente umide.

Le misure profilattiche:

Per poter assicurare una razionale protezione del vigneto dagli attacchi botritici bisognerà avvalersi di mezzi diretti ed indiretti di lotta.
Tutte le misure profilattiche dovranno essere rivolte ad assicurare un'areazione ottimale della zona dei grappoli.
In quest'ottica diventano molto importanti alcune scelte pre-impianto quali:

  • l'orientamento dei filari;
  • la forma d'allevamento;
  • il sesto d'impianto;
  • la scelta del portinnesto e del clone.

La riduzione della vigoria delle piante mediante una diminuzione delle concimazioni azotate, la soppressione delle foglie nella zona dei grappoli e la lotta contro la tignoletta della vite sono tutte pratiche colturali da prendere in seria considerazione per ridurre i rischi di attacchi botritici.

Nella difesa antibotritica possiamo distinguere un metodo fenologico, un metodo climatico ed un utilizzo dei modelli matematici.
Il primo (metodo fenologico) individua i momenti critici nei quali intervenire con i trattamenti:

  • chiusura grappolo;
  • invaiatura;
  • 21 giorni prima della vendemmia.

Il metodo climatico o "regola dei due 15" si basa su osservazioni epidemiologiche del fungo e consiglia gli interventi quando si ha la concomitanza di temperature medie di almeno 15° C ed una bagnatura fogliare di almeno 15 ore consecutive.

Il solo modello matematico per la previsione delle infezioni botritiche è stato negli ultimi anni l'EPI-botrite sviluppato in Francia da Serge Stryzik nel 1983. In base all'esperienza nessuna delle tre strategie è da considerare risolutrice del problema in quanto, mentre il metodo fenologico eccede in numero di interventi, il metodo climatico ed il modello EPI danno risultati incostanti e non sempre affidabili nel tempo.

 
Struttura - Organizzazione
Struttura - Organizzazione
Tipo DocumentoProgetto
CentroCentro Sperimentale
ResponsabileIoriatti Claudio
botrite danno su grappolo

botrite danno su grappolo

botrite particolare con muffa 2

botrite particolare con muffa 2

botrite particolare con muffa

botrite particolare con muffa

botrite particolare con muffa 3

botrite particolare con muffa 3

botrite su tralcio

botrite su tralcio