Oidio della vite
Uncinula necator(Schw.) Burr.
L'ascomicete Uncinula necator, parassita obbligato delle Vitaceae, è l'agente responsabile di questa malattia delle viti e come la P. viticola è un fungo originario del nord america introdotto in europa a partire dal 1845. Insieme alla peronospora è da considerare come la patologia più grave con maggior ripercussioni sulle potenzialità produttive delle viti.
L'oidio è un ectoparassita, il suo micelio superficiale si fissa ai tessuti vegetali tramite gli appressori per penetrare poi attivamente all'interno delle cellule con gli austori con i quali attinge gli elementi nutritivi necessari al suo sviluppo. L'oidio si perpetua nel tempo tramite due fonti essenziali di inoculo primario: il micelio all'interno delle gemme infette ed i cleistoteci, derivanti dalla riproduzione sessuata del fungo, presenti sulla superficie degli organi attaccati e sotto la corteccia dei ceppi di vite.
In primavera manifestazioni precoci della malattia dovute al micelio presente all'interno dei germogli provoca la formazione dei cosidetti "germogli bandiera"(drapeaux). In altri casi le infezioni oidiche si manifestano sulla pagina superiore delle foglie sotto forma di macchie bianche.
Le foglie ed i tralci attaccati dal micelio biancastro tendono a necrotizzare in corrispondenza degli attacchi.
A fine estate immersi nel feltro miceliare degli organi attaccati è possibile riscontrare i cleistoteci frutto della fase sessuata del fungo.
Mentre le sporulazioni e le infezioni conidiche sembrerebbe fortemente influenzate dalla temperatura (optimum 20-27° C), le condizioni richieste per lo sviluppo delle ascospore come il loro ruolo come fonte di inoculo primario sono ancora oggetto di accurate ricerche.
L'oidio contrariamente alla norma delle altre malattie fungine non necessita per svilupparsi di un velo liquido. La germinazione dei conidi può avvenire con meno del 20% di umidità relativa mentre una elevata umidità favorisce la sporulazione.
I sintomi più gravi della malattia si hanno sulle infiorescenze che possono essere colpite anche prima della fase di fioritura. Attacchi precoci inibiscono la crescita dei grappolini che abortiscono e muoiono.
I grappoli e gli acini sono molto sensibili agli attacchi oidici, in particolare gli acini sono interessati dalle infezioni durante l'intero periodo compreso tra l'allegagione e la chiusura dei grappoli. Le cellule dell'epidermide degli acini attaccati necrotizzano, non riescono ad assecondare la crescita in volume della polpa, si spaccano e aprono la strada agli attacchi di botrite.
| Tipo Documento | Progetto |
|---|---|
| Centro | Centro Sperimentale |
| Responsabile | Ioriatti Claudio |





