Peronospora della vite
Plasmopara viticola(Berk et Curt) Berl. et De Toni
Importata dall'America in Francia intorno al 1878, la peronospora è una tipica malattia policiclica a dinamica variabile con il ciclo fortemente condizionato dalle condizioni climatiche è ben presto diventata una delle più pericolose malattie della vite in molte regioni europee ed italiane.
Le oospore sono gli organi di ibernazione del fungo e si formano durante l'intero periodo vegetativo in seguito alla fecondazione di un oogonio (organo femminile) da parte di un anteridio (organo maschile). Durante l'inverno le oospore, che raggiungono la maturità in autunno, rimangono dormienti e la loro germinazione in primavera è influenzata principalmente dalle condizioni di temperatura e dalle precipitazioni.
Le oospore emetteranno lo sporangio piriforme contenente le zoospore responsabili delle infezioni primarie generalmente quando le condizioni della regola dei tre dieci verranno soddisfatte:
- temperatura media >10° C;
- germogli lunghi almeno 10 cm o comunque con aperture stomatiche ben differenziate;
- pioggia di almeno 10 mm.
Le precipitazioni permettono agli sporangi di liberare le zoospore che grazie ai loro flagelli si possono penetrare attraverso le aperture stomatiche.
Il periodo d'incubazione è l'intervallo che intercorre tra la penetrazione e la sporulazione ed è influenzato dalla temperatura e dall'umidità relativa e varia dai 4 ai 23 giorni (tabella di Muller-Goidanich). Durante questo periodo il fungo si sviluppa all'interno del mesofillo fogliare ed è proprio il disfacimento del tessuto fogliare che permette si osservare sulla pagina superiore delle foglie le tipiche decolorazioni circolari gialle note come "macchie d'olio".
Al termine del periodo d'incubazione, durante le ore notturne si avrà la fuoriuscita dei rami conidiofori sulla pagina inferiore solo quando le seguenti condizioni saranno soddisfatte per almeno 4 ore notturne:
- foglie bagnate o umidità relativa dell'aria >92%;
- temperatura dell'aria di almeno 13°C.
La fuoriuscita degli sporangi dalle aperture stomatiche produce la caratteristica "muffa bianca".
La diffusione delle zoospore e l'inizio dei cicli di infezioni secondarie avviene tramite il vento o la pioggia. Quando una zoospora arriva su una foglia bagnata germina e avvia una nuova infezione.
Le variabili chiave per le infezioni secondarie sono la temperatura e la bagnatura fogliare e saranno possibili solo quando il loro prodotto arriva al valore di 50. Ciò sta a significare che ad una temperatura di 10° C saranno necessarie 5 ore di bagnatura pena la morte delle zoospore.
Le foglie molto colpite disseccano e cadono precocemente.
Le infiorescenze sono estremamente sensibili al fungo. Prima e durante la fase di fioritura i grappolini colpiti si ingialliscono assumono la tipica forma ad "S" e disseccano.
Nel grappolo tra la fase d'allegagione e di chiusura dei grappoli in condizioni di bassa umidità relativa si ha la manifestazione della forma larvata senza fuoriuscita dei rami conidiofori ma solo con l'imbrunimento e disseccamento parziale o totale di acini e grappoli.
A fine stagione è possibile soprattutto sulle femminelle che in presenza di condizioni favorevoli ci siano attacchi che possono in qualche misura rallentare o compromettere la maturazione dei grappoli.

